venerdì, 13 ottobre 2006

Nella santa Russia continua la mattanza di oppositori, sembra un replay delle nostrane guerre di mafia e di camorra e, perciò, non ci si dovrebbe stupire più di tanto se non fosse che le vittime, a vario livello, o sono oppositori o rappresentanti del governo.
Se la Russia non fosse una superpotenza militare, nucleare, nonché una delle nazioni che estraggono un considerevole quantitativo di prodotti energetici (gas, petrolio), esportandoli in mezzo mondo, l'attuale andazzo da basso impero potrebbe suscitare una più che giustificata reazione morale e civile, ma forse sarebbe ottimistico attendersi una reazione politica.
Ma la Russia é quello che é, chi la governa é quello che é, e la civilissima Europa, gli Stati Uniti d'America, e le democrazie vere del resto del mondo, non possono più permettersi di soggiacere al ricatto energetico di stati, emirati, democrazie più o meno popolari, socialismi e populismi, maomettismi e quant'altro fa parte dell' OPEC, se vogliono evitare il rischio d'un prossimo conflitto planetario i cui effetti ciascuno può apprezzare senza consultare l'oroscopo.
Oggi, alla luce dei fatti, i governanti dei paesi più sviluppati, che cosa aspettano ad imprimere un impulso deciso e decisivo alla ricerca di fonti energetiche alternative, rinnovabili e non inquinanti?
Non sembra ancora giunto il momento di superare gli interessi delle famose sette sorelle e dei loro parenti, più o meno stretti, per dare al mondo qualche speranza altra e oltre un po' di conti correnti megamiliardari?
Se e quando non ci sarà più un posto dove spendere i megamiliardi che valore potranno avere questi ultimi?
Le risposte si possono trovare in un po' di buon senso e di coscienza che non costano niente;
forse é per questo che sembrano diventare, sempre più, merce rara.

e.b.


Tarquinia,13/10/2006

postato da: nativia alle ore 15:14 | link | commenti
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