… da un tarquiniese
Le gradazioni del verde dell' erba, dei cespugli e degli alberi.
Il bruno della terra, l' azzurro del Tirreno e del cielo percorso dalle nuvole candide sospinte dal vento.
Tutto vero, reale e presente, come i cavalli e il falco, i fiumi e le torri, il cinghiale e l' airone e, gli uomini e le donne con la loro civilta' idiota e intelligente, il loro progresso assurdo e geniale.
Tutto vero e reale come la vita e la morte.
Ultimamente, qualcuno, ha deciso di truffare a tutto questo perfino la dignita' della morte, ha deciso d' annichilire la storia e la memoria, d' appestare l' aria, l' acqua e la terra partorendo un mostro che nascera' vecchio e, come un vecchio, espellera' il suo fetido catarro che si depositera' con le sue infezioni diffondendole e sclerotizzando la natura, la bellezza e la speranza.
E' umanamente concepibile accettare tale scempio per l'incremento di qualche fatturato?
Persone che hanno coscienza dell' esistenza presente e trascorsa, dei legami della vita con la natura e il pensiero, possono forse accettare che qualcuno si permetta di determinare un prezzo alla loro essenza, come se si trattasse d' una partita d' una qualunque merce?
Solo gentaglia che non vola senza un aereo e non viaggia senza un treno puo' determinarsi a cercare una qualunque realizzazione dove non ci puo' essere perche' all' essere umano serve altro e piu' che il potere del denaro e dell' effimero che ne deriva.
La dignita' e responsabilita' di definirsi uomini non consente d'assoggettarsi alle volonta' d' un branco di tossicodipendenti da potere monetario percio', perche' le parole non diventino chiacchiere, rendiamo operativi i progetti per impedire l' ignominia progettata a nostro danno.
e.b.
Tarquinia 27/04/2008 www.nativia.org
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