W.C. ( W Corneto )
Libertà? In un contesto sociale ad un certo livello di civiltà é sopratutto coscienza; i soggetti che costituiscono un nucleo sociale infatti, si danno delle regole per tutelare il comune interesse a fronte di momentanee o perduranti evasioni dalle norme condivise, prevedendo limitazioni e sanzioni. Quando gli enti preposti alla gestione di certe regole eccedono, senza ragioni logiche ,plausibili e perciò condivisibili, nel limitare la libertà della società, si produce un diffuso senso di ribellione e di disconoscimento dell' autorità, giustificato dall' abuso patente delle ingiunzioni emanate.
L' analisi é senz'altro banale eppure, sovente, nella gestione del potere, viene bellamente omessa, determinando stati di disagio nocivi per il buon andamento del quotidiano.
La recente "trovata" dell'amministrazione comunale tarquiniese possiede tutti i crismi per essere annoverata fra i provvedimenti emessi " a membro di segugio", senza fondamenti che ne sostengano l' esecutività.
Perché dunque impedire l' accesso veicolare in una zona della città quando la medesima non conosce ancora le delizie dell' ingorgo se qualche mente eccelsa non elucubra direzioni obbligate, isole, divieti o quant'altro?
Forse per agevolare la deambulazione del turista che non c'é, impedendo al cornetano che c'é di portarsi nei luoghi prescelti con i mezzi che ritiene più consoni? Oppure per deviare il traffico verso mete altre, a scapito di quelle situate nel centro storico? Il quale centro storico, fatta eccezione per le vestigia medievali e rinascimentali, grazie al perdurare di disamministrazioni d'ogni colore, é diventato incolore e privo delle attrattive che potrebbero incentivarne la fruibilità.
La volgarità diffusa da interventi, permessi, eccezioni, autorizzazioni, concessioni, realizzati e rilasciati al di fuori dei canoni del semplice buon gusto e omettendo l' elementare buon senso, hanno conferito al territorio un alone di provvisorietà caratteristico delle zone tropicali che nulla hanno a che fare con le radici storico-culturali Tarquiniesi.
L'opposizione attuata dai commercianti del centro storico é sacrosanta poiché l'iniziativa comunale mette a rischio anni di lavoro e di sopportazione di tutte le amenità subite e che hanno portato le aziende al limite del collasso economico.
Com'é possibile che la ciurma del sindaco non comprenda la gravità della situazione e, col suo capintesta, s' ostini ottusamente a mantenere certe posizioni non valutando che le controparti sono ormai all' angolo e perciò determinate ad una resistenza Cecena?
Gli strateghi di piazza Matteotti pensano forse di condurre a buon fine la campagna senza perdite?
Non considerano che potrebbero andare incontro ad una sconfitta senza onore?
L'onore? Già, forse per degli pseudo-politicanti é solo una leggenda del passato, mentre il raziocinio é ormai inglobato nell'utopia che può inghiottire vittime e carnefici.
Un momento di pacata riflessione, di lucido pragmatismo, son cosa troppo impegnativa per chi ha la responsabilità di governare questo paese?
Speriamo di NO, ma senza soverchie illusioni.
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