"Se tu credi che il carbone scaldi meglio, é un abbaglio".........mentre le ombre cinesi e la magia della luce raccontate con voce suadente da uno dei tanti contastorie, sono puttanate per coprire di lustrini la sifilide d' uno dei gioielli dell' industria dello stato italiota.
La "magica" enel infatti, operando in regime di monopolio sul territorio italiano, non si cura di sperperare miliardi in spot televisivi per mostrarci quant' é bella e virtuosa e, se poi, per esercitare le sue virtù, un po'di poveri cristi dovranno crepare di leucemia, linfomi o altre simpatiche complicanze, non essendo voci da riportare in bilancio, non interessano all' ineffabile benefattrice.
Per contro, la nostra si straccia le vesti pensando al destino cinico e baro che dovranno subire i bravi lavoratori che non avranno più lavoro se non andranno a buon fine le modifiche che permetteranno agli alambicchi di bruciare carbone, un carbone magico e pulito ovviamente, che costerà poco e farà guadagnare tanto e se, per questo, si dovrà compromettere l' equilibrio ecologico e socio-culturale di mezzo Lazio, Roma compresa, le conseguenze non sono degne di considerazione per una fata che possiede la magia della luce.
Quanto sopra é ciò che sta accadendo, non é uno spot o una novella di Benni, é la vita che la gente dell' alto Lazio si trova a doversi guadagnare contro una lobby d'accattoni affaristi, interessati solo all' "affare carbone", prescindendo bellamente dal problema energetico che, nella disponibilità di certe fate, sta portando al pettine gli inevitabili nodi.
Se il trascorrere del tempo ha un senso, se la storia e l' esperienza hanno un qualche valore, perché oggi uno stato dovrebbe permettere ad un ente di fagocitare un territorio contro ogni risultanza
scientifica, economica ed etica? Quali superiori interessi possono giustificare certe assurdità?
Per quanto sopra non chiedo una risposta ma un interessamento concreto ed efficace, per ciò che può essere nelle possibilità di ciascuno.
enzo bocchio
Tarquinia,23, 04, 2006
Gli abitanti della penisola Italica sono una popolazione meticcia fin dai tempi a cui si può far risalire la storia.
Nei tratti somatici d' ogni appartenenza locale si possono facilmente riscontrare caratteristiche teutoniche, slave, elleniche, moresche e mediterranee, questo perché la posizione geografica e la qualità del clima hanno, da sempre, costituito attrattiva per le genti in movimento e alla ricerca d' una situazione ideale, ed é per tale fattore, non secondario, che in questa penisola sia nata la civiltà fondante i principi del mondo occidentale.
Già da un simile assunto, dai riscontri scientifici difficilmente contestabili, sembrano affatto sostenibili le ragioni del mondo clerical-cattolico e, con ciò, le sue richieste di veder ufficialmente riconosciute ed acquisite, in ambito Europeo, le radici socio-culturali giudaico cristiane.
Tale istanza, portata avanti con l' arroganza del verbo stigmatizzato dalla fede, scopre chiaramente interessi e strategie altre che nulla hanno a che fare col Cristo e i Profeti ma tant' é, lo Stato della Città del Vaticano, attraverso i suoi maggiorenti, ha investito la lobby dei loro " clientes " del compito di far valere certe pretese.
Ovviamente, essendo Roma la sede che ospita il Vaticano, lo Stato Italiano risulta essere quello maggiormente esposto e sottoposto alle pressioni e all' influenza delle gerarchie ecclesiastiche.
Ciò però non vale per la gran parte della cittadinanza, a prescindere dal livello di convinzione e dedizione al dettato religioso, come dimostrato in alcune trascorse occasioni per le quali la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini é risultata difforme o contraria agli indirizzi che gli ecclesiastici non hanno mancato di palesare pubblicamente.
Oggi, nell' imminenza d' un' importante scadenza elettorale, la Chiesa col suo capo recentemente nominato, richiama pesantemente nei confini delle proprie istanze, tutti coloro che, trasversalmente, rispetto alle varie appartenenze politiche, si dichiarano rispettosi delle volontà Vaticane, o peggio, pur manifestando ufficialmente contrarietà, praticamente agiscono in maniera conforme.
Da tempo, ormai, avendo i vertici ecclesiastici acquisito coscienza della scarsa presa che il predicar bene e razzolar male ha sulle masse, dedicano le loro attenzioni alla classe dirigente, con questo scavalcando la volontà popolare e la Costituzione della Repubblica.
Nonostante ciò, per soccorrere i propri interessi di potere, diversi esponenti politici non esitano ad appoggiarsi alla comunicazione ecclesiastica.
Personalmente trovo certi atteggiamenti nauseabondi, e, se qualche politicante ritiene di coprire l' operato suo e della sua parte politica sotto la benevolenza papale, certamente sbaglia e gli sbagli si pagano, nonostante la misericordia pelosa propagandata dalla Chiesa.
L' ostracismo dichiarato dalle autorità cattoliche e musulmane contro il controllo delle nascite, é fra le principali cause della catastrofe umanitaria nel terzo mondo e da ciò derivano le migrazioni verso i Paesi più ricchi che nell' accoglienza non manifestano la tanto proclamata carità cristiana, ma, per ignoranza più o meno procurata, tendono a ghettizzare gli immigrati per meglio usarli nelle necessità locali.
L' ostracismo dichiarato dalle autorità cattoliche contro la ricerca scientifica nello Stato Italiano sta causando l' espatrio dei migliori intelletti e di coloro che intendono utilizzare le tecniche mediche proibite dalle leggi italiane promulgate da un parlamento rispettoso della volontà ecclesiastica.
Il ricordare, solo per sommi capi, cosa comporta un atteggiamento di sudditanza verso un qualsiasi asserito credo religioso, dovrebbe essere più che sufficiente per orientare scelte e decisioni utili nel prossimo appuntamento con l' urna.
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