sabato, 02 maggio 2009

Crisi

1 maggio, festa dell' ex-lavoro, della fava e del pecorino; gli ultimi due sembrano reggere egregiamente alla crisi ma non si prospettano tempi facili, grazie ai termovalorizzatori, centrali a carbone pulito e ad uranio sporco e altre piacevolezze dell' ex-progresso che, per una classe dirigente proditoriamente predatoria e, intellettualmente, totalmente assorbita da moine , intrallazzi e truffe, e' l' unico attuabile perche' hanno imparato a gestirlo con i collaudati sistemi di corruttele, mafie, ecc.
Con questi signori della guerra e della fame la crisi si potra' risolvere solo con una rivoluzione violenta e l' eliminazione fisica della monnezza imperante.
Quando fior di capi di stato e di governo, a fronte delle ormai notorie truffe internazionali e scatafasci industriali dovuti alla saturazione dei mercati, non sanno far altro che rimpannucciare i gestori delle truffe e degli scatafasci col pane e salame di Pantalone, non rimane spazio per le speranze.
Quando giornali e TV propongono cervelli e carciofi che pontificano ad un tanto al kilo ma nessuno s' azzarda a dire che lo sviluppo industriale del '900 e' agonizzante perche' s' e' suicidato con la tecnologia che ottimizza e risparmia tempo e lavoro.
Nessuno osa prevedere uno sviluppo che potra' essere solo culturale e percio' liberatorio dell'uomo e dell' umanita; questi stanno ancora all' epoca degli schiavi e dei padroni e non intendono uscirne o farsi da parte perche' ci sguazzano troppo bene, talmente bene che la festa, dopo averla fatta agli oppositori, ora la stanno facendo ai lavoratori.
Saluti e......W la fava col pecorino

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venerdì, 24 aprile 2009

Il popolo di plastyca, errante nel deserto di Fiumicino, s' e' riunito in adorazione del mummificato vivente, il manzo d' oro Silvio da Arcore.
La fusione ufficiale di tante fedi ha prodotto l' ennesima MEGAGREPPIA dove vacche, vitelli, vitelloni, bovi e vaccine si possono pascere e ruminare in pace senza rischiare che qualche profeta pazzo spacchi sulle loro corna qualche lastra di travertino.
Ora, finalmente, sono tutti liberi, colonnelli e furieri, sagrestani e chiericozzi, sbarbine e sbarbone, ex cosacchi della steppa cremonese, federali delle figurine Panini, badesse e concubine, maitresses e veline, ladrine e ladroni, tutti liberi di genuflettersi e adorare Silvio.
E questo sarebbe un popolo? Scommetto che non ci crede manco Franceschini.
Saluti e pappa

e.b.

24/04/2009

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E' passata da poco la Pasqua e il Salvatore sta ancora tirando il fiato nella chiesa di San Giuseppe mentre i maggiorenti cornetani non tirano niente, scorreggiano imperterriti, esaltando la loro perversa incapacita' d'esplicare anche le piu' elementari funzioni naturali visto che, costoro, non diffondono i gas fetidi dall' apparato digerente ma dal vuoto putrefatto delle scatole craniche.
Non puo' esser altrimenti spiegato il manifesto affisso col quale si richiedono pubbliche scuse da porgere a quel vile marrano e fellone del sindaco, degno kapataz di cotanta truppaglia di leccacoglioni capaci solo d'alzare una mano a comando, consacrando, nell' infamia del tradimento, l' usurpazione dei posti che occupano.
E' notorio che, tempo fa, alla fine d' un consilio comunale, la cittadinanza, imbestialita, con ragione, dal comportamento dell'associazione a delinquere per conto terzi costituita in giunta, invece d' impiccarli ,li apostrofo' verbalmente, per iscritto e graficamente. Ovviamente il tutto si risolse nella solita caciarata ma, la sensibilita' e la delicatezza d' animo dei marrani e felloni, seguendo l' irrefrenabile istinto a rimaneggiare la merda, pensarono bene di far tutelare il proprio buon nome dalla Magistratura. Oggi, in un manifesto del pd, invece di richiedere le scuse per i maiali, ingiustamente paragonati al sindaco e alla giunta che non potranno mai arrivare all' essenzialita' e all' utilita' del maiale e nemmeno al tipico e suadente tanfo da porcilaia che un suino che si rispetti emana poiche', certe presenze, possono puzzare solo di carogna, ebbene il pd chiedendo pubbliche scuse per suoi siffatti rappresentanti invece di isolarli, si dimostra ad essi sodale e pertanto complice, dunque qualunque eventuale futuro candidato a qualunque trespolo da pappagallo targato pd e' da considerare un fellone e vile marrano, chiunque esso sia.
Tarquiniesi, saluti e salsicce, tanto non potranno mai essere di sindaco o d' assessore.
enzo bocchio

24/04/2009


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lunedì, 15 dicembre 2008

TARQUINIA, XXI sec. D.C.

Dicembre, e il territorio cornetano affoga sotto ettolitri di pioggia, metri cubi di pacottiglia natalizia, beneficenze, mezze sole, pellicce e pellecchie. L' italioteria regna sovrana, maestosa e ingombrante come un dinosauro imbecille.
In tale frizzante atmosfera, otto giorni or sono, il salone del c. c. ha accolto l'ennesima adunanza anticarbone & co. che s' e' sviluppata assistendo, dopo un'allegra descrizione degli effetti di vari tumori da enel, ai filmati del de bello cornetano contro i barbari carboniferi, unitamente all' illustrazione di impianti ad energia solare; dulcis a meta' la beatificazione d'un, per fortuna, ex presidente dell' agraria, recentemente defenestrato dall'attuale dirigenza per uno scazzo di cavalli, della serie: povero ex-re ma povero anche il cavallo.
Poi, s' e' arrivati alla sublimazione dell'evento; al cospetto di cassette di finocchi, lustri e allineati come ex voto, c' e' stata la premiazione con targhe ai benemeriti del movimento, applausi e conseguenti lucciconi, superata l'immancabile commozione si sono spalancate le fauci per onorare l'arte culinaria delle signore.
Il momento della merenda e' sempre il piu' sentito e partecipato. Sembrava di stare alla premiazione di fine anno alla scuola delle suorine.
Chi scrive non ha retto oltre, anche perche' convinto che quando le anime pie della dirigenza enel sapranno quale e quanta sensibilita' e consapevolezza alberga nei cuori e nelle menti di 'si fieri contendenti, demoliranno Torre Valdaliga nord e, francescanamente, si dedicheranno alla coltivazione del corbezzolo.
Sulle sedie ancora memori del tepore dei glutei no-cocke, tempo otto giorni, si sono squacquaracchiate le chiappe della kul-tura per le celebrazioni in onore e intitolate al poro sor Vincenzo. E 'mbe', si sa, quando trattasi di kul-tura il sindaco non brilla, sfavilla, opportunamente coadiuvato dall' assessore preposto.
I nostri volteggiano leggiadri nell' imponenza del salone, seguiti e seguendo gli illustri ospiti mentre gli astanti trepidano sulle sedie, per l' occasione divise in due settori, in modo da non rischiare contaminazioni tra qualunque e kul-tura; ovviamente certi accorgimenti denotano e distinguono, esaltandola, la sensibilita' del centro- sinistra o centrosinistra? Maremmanamente evitiamo di avventurarci in certe sottigliezze troppo al di sopra del livello dei comuni mortali.
Or su dunque Avvocata nostra, non rivolgere a noi gli occhi tuoi misericordiosi anzi, cerca di turarti naso e orecchie perche', altrimenti potresti essere indotta in tentazione e presentare ufficialmente le Tue dimissioni, Ti prego, non farlo, ci lasceresti in braghe di tela e sarebbe un problema perche' noi non le abbiamo, dopo che il nostro sindaco e gli alzatori di mano della giunta le hanno svendute all' enel.
In tal bell' ambiente, dunque, s' e' svolta a moina in onore e in nome del poro sor Vincenzo; presentatore ed ospiti, tutti stimati e apprezzatl professionisti della penna, in piedi, davanti alla platea assisa e selezionata come predetto sembravano cinque volpi al cospetto delle galline d'un pollaio. Che spettacolo gente, Stella e Rizzo autori [ per l' Iliade e' bastato Omero] contrapposti, si fa per dire, ad un ex l,c, ora ospitato al Foglio, ed un ex p,c.,ex redattore dell' Unita', attualmente collaborante al Giornale, moderatore, uno dei piu' affermati giovani esponenti del giornalismo scritto e trasmesso in TV e in web. Ebbene, tutta questa carne al fuoco per cosa? per una platea vegetariana? O per sentirci dire, anche per iscritto, di cosa e di quanto sono capaci coloro per i quali ci accapigliamo per votarli, che e' un modo elegante ed indiretto per palesarci quanto possiamo esser cretini? Tutto questo davanti a cotanto sindaco, vice sindaco e sempiterno assessore alla culiura? Si dovevano scomodare Stella e Rizzo per scoperchiare la cloaca? E la magistratura? Tiene il sacco?
Ai posteri ......... A noi la sveglia sul comodino, quella al collo piu' relativo osso al naso ce l' abbiamo gia', sindaco in testa.
Saluti e olio di ricino
e.b.

05/ 12/ 2008

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lunedì, 18 agosto 2008

Egregio Sindaco,
non e' senza una leggera vena di riluttanza che mi decido a chiedere un momento d' attenzione per una questione che non riguarda direttamente la Sua citta' ma la parte settentrionale della provincia e poiche' quanto avverra' nell' alto Lazio non esentera' Roma da un consistente incremento dell'inquinamento da gas di scarico con l' aggiunta di altre ricercatezze che il progresso e la civilta' del ventesimo secolo hanno imposto come prezzo per certe comodita' piu' o meno necessarie.
Secondo la Bibbia, nemmeno Dio, pretese da Abramo la vita del figlio mentre lo stato italiota, grazie a qualche bel ministro e alla succulenta minestra dell' enel, s' appresta ad avviare un favoloso impianto, in quel di Civitavecchia, alimentato a "carbone pulito" la cui combustione produrra' tanta energia da trasferire in un ragguardevole incremento di enel-bollette, oltre a qualche milione di metri cubi all' anno d' aereosol che ottimizzera' la funzionalita' dei polmoni ed altri organi vitali degli esseri viventi che, trovandosi a vivere nei comprensori compresi nel raggio d' azione di tal benefica bruma, potranno gioiosamente crepare dopo aver goduto delle favolose "compensazioni" elargite da enel. Ovviamente tali opportunita' non saranno per tutti, non conteranno titoli e raccomandazioni, a decidere chi e quando sara' la dea bendata, al come e perche' ci pensera' enel. Noi non dovremo pensare a niente, faranno tutto loro; verrebbe da dire, parafrasando la curva sud: " che culo"!
Egregio Signor Sindaco, in quale assurdo stato catatonico si pretende si trovino normali esseri umani per credere a certe macabre barzellette? I particolari della faccenda li conosce meglio di me o meglio di me puo' accedere ai DOCUMENTI che provano l' illegalita' dell' azione di enel, VIA in primis.
Signor Sindaco, La invito a difendere gli interessi della Sua citta', della storia, dello spirito, della cultura, universalmente riconosciute e certamente superiori a quelli di qualunque spa, per parastatale che sia.
Signor Sindaco, La invito a difendere la pelle dei Suoi cittadini e il loro diritto di non crepare d' enel.
Signor Sindaco, superata la leggera vena di riluttanza, non intendendo abusare del Suo tempo, augurando le cose migliori, porgo
distinti saluti
enzo bocchio

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sabato, 16 agosto 2008

Enelesi

15/08/2008

Anche questo e' accaduto a Tarquinia, in un consiglio comunale, indetto e tenuto da un' accozzaglia di traditori e truffatori.
Son trascorsi due giorni e l' eco delle proteste, degli schiamazzi, degli insulti, non s' e' ancora affievolito ma il tempo sta lavorando e, prima o poi, il ricordo sbiadira'.
Perenne, invece, risuonera' l' urlo agghiacciante del silenzio che e' la voce dei morti e dei vivi, della loro memoria e della loro coscienza che, ingiuriata dall' infame obnubilazione del proprio intelletto e della propria parola, pubblicamente e ufficialmente, data e tradita da un manipolo di zombies ,abusivamente e grottescamente assisi su scranni che hanno sporcato con un' alzata di mano.
Un' alzata di mano e' bastata per mercificare la dignita' d' un paese e della sua storia decretando l' indegnita' di coloro che, con quel gesto, si sono auto-delegittimati perfino a portare il nome che hanno ricevuto dai genitori per onorarlo, magari in poverta', ma con decoro e che, invece, con un' alzata di mano hanno coperto d' infamia.
In altri tempi costoro sarebbero stati impiccati, la civilta' del ventunesimo secolo, invece, li condanna a portare le loro luride facce davanti alle mogli ed ai figli, ai padri e alle madri, ai fratelli e alle sorelle e a tutti coloro che li conoscono e che sono stati svenduti agli interessi d' una mafia parastatale, contro la loro volonta', con un' alzata di mano.
Con un' alzata di mano, hanno rinnegato il loro essere tarquiniesi scegliendo di diventare enelesi e per questo non sapranno trovare la decenza d' andarsene, percio', Tarquiniesi, chi non vorra' rischiare di diventar loro complice dovra' impegnarsi a cacciarli.
Saluti e chemio
e.b.

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lunedì, 11 agosto 2008

Lettera a Massimo Bordin


Egregio direttore,
mi permetto di disturbarLa per un problema d' informazione congelata, tema che ha sempre allertato la sensibilita' e la professionalita' che contraddistinguono Lei e la linea politica che rappresenta.
Ultimamente, gli esponenti piu' in vista e i militanti radicali sono impegnati in difesa della vita d'un caldeo, complice e protagonista di spicco d' un regime finito con una guerra non ancora conclusa, oltre alle problematiche tibetane e delle minoranze della Cina nord-occidentale.
A qualsiasi mente minimamente raziocinante non sfugge l' importanza di tali iniziative mentre al mio modesto intelletto non fornisce luce il silenzio che avvolge le attivita' d' un certo Tarek-Fulvio, noto anche come Fulvio Conti, a.d. d'un famigerato carrozzone che produce corruzione, carriere e vittime incolpevoli in quantita' non enumerabili, tutto questo e ben altro avvolto e coperto da un traffico d'energia elettrica esercitato, praticamente, in regime di monopolio.
Ovviamente, il nostro, non rischia la ghirba poiche' piazza Verdi non e' l' Iraq, ne' l' Iran, ne' l' olimpica Cina ma, Roma, patria del diritto, faro della civilta', fulcro della cristianita', sede del governo Berlusconi ter che ha individuato un nuovo glorioso ruolo per l' esercito, quello di netturbini. La ghirba la rischiano i fortunati che si trovano e troveranno a respirare le miracolose emissioni delle centrali alimentate dall' altrettanto miracoloso carbone pulito, l' eventualita' non sara' distribuita secondo un qualche manuale Cencelli, tutto sara' affidato alla buona sorte. Evviva.
Caro direttore, non voglio tediarLa oltre con argomenti che conosce meglio di me, ma chiedo a Lei e alle personalita' del movimento: forse le popolazioni dell'alto Lazio, delle Puglie, e d' altre zone, non meritano la stessa attenzione dei tibetani o di qualche sottoSaddam? O, forse, le carognate nostrane dovranno essere risolte a Strasburgo? Caro direttore, dopo averci regalato Rutelli e Capezzone e' troppo chiedere anche un po' d' attenzione? O magari certe problematiche possono interessare solo Santoro? Caro direttore, chiedo scusa, ma non riesco a sentirmi solo perche' troppo pessimamente accompagnato pertanto, prima d' appropriarmi d'una delle migliori virtu' pannelliane, confidando nel Suo interessamento, La saluto
enzo bocchio

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sabato, 19 luglio 2008

Egregia Senatrice, o, cara Emma,
ho avuto modo di seguire dalla radio alcuni stralci del convegno sull' energia e il mio fegato ha rischiato, per l' ennesima volta, di diventar motivo d' interesse per l'associazione "Luca Coscioni" poiche' vivo e sono nato a Tarquinia, comune dell' alto Lazio, 20 Km a nord di Civitavecchia e, questo nome, per l'ambiente e l' energia ha valenza e significato analoghi a Sodoma e Gomorra per la Bibbia o Erode e la strage degli innocenti per il Vangelo, e non credo d'esagerare; Civitavecchia infatti, da quando il suo porto e' stato ristrutturato e ampliato per accogliere le navi da crociera, produce , subisce e distribuisce un' inquinamento da gas di scarico mostruoso perche' tali navi, nel periodo d' attracco, non possono mai spegnere i motori diesel, non essendo i moli serviti da una rete elettrica idonea a supportarne i servizi che rimangono in esercizio anche durante la sosta. Considerando che la presenza media giornaliera di tali citta' galleggianti e' di almeno 7 unita' non mi sembra opportuno scomodare un qualunque Chicco Testa per spiegare le coseguenze d'una tale situazione, anche perche' non lo farebbe gratuitamente o, peggio, magari pubblicherebbe un libro.
Ovviamente, secondo la logica dei sorci, essendo preferibile sacrificare i soggetti gia' compromessi dalla vecchiezza o dalle malattie, quella Testa di Chicco dell' amministratore delegato enel ha escogitato una bella riconversione a "carbone pulito"
d'una centrale ad olio pesante adiacente al centro abitato di Civitavecchia e prossima al confine col territorio di Tarquinia.
Quando, tra qualche mese, questa meraviglia della tecnologia del secolo scorso entrera' in funzione, entro un raggio di 48 Km dall' impianto l' agricoltura dovra' diventare "no food" a causa delle emissioni che produrra' la combustione del magico "carbone pulito". Cara Emma, indovina un po' con cosa hanno campato, da sempre , le popolazioni della zona che va da Maccarese a Orbetello e comprende all'interno il Viterbese?Ma questo per la precitata Testa di Chicco non conta niente, per lui contano solo le "cose" che gli consentono di mantenere le burrose chiappe su una certa poltrona.
Le produzioni agricole d' eccellenza, le presenze millenarie della cultura etrusca riconosciute dall' UNESCO come patrimonio dell' umanita', il diritto della gente alla salute e alla dignita', la storia e la memoria, risultano fattori trascurabili per la precitata Testa di Chicco che pensa di poterli pagare mediante le famose compensazioni che noi pagheremo, visto che siamo tutti utenti
di quell' ente benefico che opera praticamente in regime di monopolio regalando luce, ombre cinesi e altre magie, mentre i soliti brutti, sporchi e cattivi pagheranno le multe all' UE per gli sforamenti delle emissioni di CO2.
Cara Emma, non ritengo dover esser io a dire dov'e' e qual'e' la "robba" che motiva questa colossale sola architettata con criminale e bestiale idiozia. Molti dei partecipanti al convegno hanno evidenziato le soluzioni praticabili e alternative, perche' non
attuarle? Per conservare qualche poltrona e un po' di conti correnti dei soliti noti?
Ciao Emma, so che sai quel che puoi e devi fare.
GRAZIE
enzo bocchio

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lunedì, 28 aprile 2008

… da un tarquiniese

Le gradazioni del verde dell' erba, dei cespugli e degli alberi.
Il bruno della terra, l' azzurro del Tirreno e del cielo percorso dalle nuvole candide sospinte dal vento.
Tutto vero, reale e presente, come i cavalli e il falco, i fiumi e le torri, il cinghiale e l' airone e, gli uomini e le donne con la loro civilta' idiota e intelligente, il loro progresso assurdo e geniale.
Tutto vero e reale come la vita e la morte.
Ultimamente, qualcuno, ha deciso di truffare a tutto questo perfino la dignita' della morte, ha deciso d' annichilire la storia e la memoria, d' appestare l' aria, l' acqua e la terra partorendo un mostro che nascera' vecchio e, come un vecchio, espellera' il suo fetido catarro che si depositera' con le sue infezioni diffondendole e sclerotizzando la natura, la bellezza e la speranza.
E' umanamente concepibile accettare tale scempio per l'incremento di qualche fatturato?
Persone che hanno coscienza dell' esistenza presente e trascorsa, dei legami della vita con la natura e il pensiero, possono forse accettare che qualcuno si permetta di determinare un prezzo alla loro essenza, come se si trattasse d' una partita d' una qualunque merce?
Solo gentaglia che non vola senza un aereo e non viaggia senza un treno puo' determinarsi a cercare una qualunque realizzazione dove non ci puo' essere perche' all' essere umano serve altro e piu' che il potere del denaro e dell' effimero che ne deriva.
La dignita' e responsabilita' di definirsi uomini non consente d'assoggettarsi alle volonta' d' un branco di tossicodipendenti da potere monetario percio', perche' le parole non diventino chiacchiere, rendiamo operativi i progetti per impedire l' ignominia progettata a nostro danno.

e.b.
Tarquinia 27/04/2008 www.nativia.org

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domenica, 17 febbraio 2008

San Valentino aperto

Due giorni or sono, nella ricorrenza di san Valentino, in quel di Corneto, nel salone del Consiglio Comunale, s' e' tenuta una sessione aperta per discutere e votare una delibera prodotta dalla provincia che esprimeva parere contrario sul "caso" centrale a carbone.
All' evento sono stati invitati tutti, pappaveri e pappere, con relativo e notevole impiego di forze dell' ordine per garantire l' incolumita' dei partecipanti, palesare la presenza dello Stato e l' assenza di molti dei pappaveri .
Fra le pappere, oltre ai politici locali, si notavano i milipochi del ridimensionato movimento no-coke che, mentre il sindaco era impegnato ad illustrare le dimensioni dei propri attributi sessuali, hanno pensato bene di starnazzare come le famose oche capitoline per impedire ai rappresentanti delle controparti d' esporre le loro miserabili ragioni con i consueti argomenti di lana caprina.
Forse c' era bisogno di dimostrare l' elevato livello della coscienza democratica che alberga nell' intimo d' una parte degli esponenti no-cocke per apprezzarne l' acume per cui non s' arriva a capire che, certe controparti, piu' s' esprimono e piu' si danno la zappa sui piedi; forse saranno della stessa pasta? Forse si, visto che insistono a stampare i 70/100 con un carattere in corpo da volantino e, ultima news, con l' aggiunta di vignette policrome da giornaletto delle medie inferiori.
Signori, l' enel e' una cosa seria, la centrale e' una cosa seria, i danni che faranno saranno ancora piu' seri di quelli che hanno gia' fatto, qualche sindaco e qualche geometra ne sono la dimostrazione.
Sindaci e geometri che, essendo impegnati in ben altro, nemmeno propongono qualche modifica ai piani regolatori per agevolare l' edilizia ecocompatibile, le coperture a pannelli fotovoltaici e quant' altro ci possa liberare dal tumore enel che, pero', ci regala le macchine per la T.A.C.
Tenetevi in saccoccia la commozione perche' ,tanto, le paghiamo noi.
Saluti e starnazzi

e.b.

Tarquinia 16/02/08

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